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Kaštel Sućurac
In Kaštel Sućurac si trova la torre di protezione che nel 1392 fu costruita dall'arcivéscovo spalato A. Gvaldo che voleva proteggere i contadini del villaggio Putalj, situato sulle colline di Kozjak, attorno la chiesetta di st. Juraj. Con molte prese diventa un villaggio accanto al mare.
Nel 1488, l'arcivéscovo Averaldo costrui la sua villa e il castello prese la forma finale nel 1509. Il piu vecchio centro di Sućurac fa la struttura di Kaštilca la quale e composta dal giardino del palazzo fortificato – villa. Il suo muro meridionale ha delle finestre lussuosamente decorate nello stile di alto gotico e delle case contadine. A parte dei altri villaggi, qui le piazze si formano nella parte sud della villa. Oggi, qui si trova lo spazio d'esposizione "Podvorje" nel quale si cura la parte delle scoperte archeologiche di Putalj.
Della vecchia chiesa parrocchiale che fu costruita nel 16. secolo, e rimasto solo il campanile perche fu demolita durante il bombardamento alleato nel 1943.
Nella tesoreria della nuova chiesa parrocchiale e conservata la trascrizione del documento di donazione di Trpimir che fu scritta a Bijaći, davanti alla chiesa di St. Marta il 04.03.852 (16. secolo), il'arco dal vecchio Sućurac, altri monumenti in pietra e parti delle sculture legnose di stile „barocco“ che provengono dall'altare della vecchia chiesa parrochiale. Poi, qui ci sono anche numerosi oggetti d'argento e d'oro (gli oggetti ecclesiastici di servizio ed i gioelli - la parte del costume nazionale di Kaštela).
A settentrione di Kaštel Sućurac, si trova la Madonna di Doce (Gospe od Doca) oggi piu conosciuta come Madonna all'ombra (Gospa na Hladi). Una volta fu la chiesa parrocchiale del villaggio Sela. Piu a settentrione, sui versanti di Kozjak, si trovano le rimanenze della chiesa anteromana di st. Juraj di Putalj che data dal IX. Secolo ed e opera pia del principe Mislav. Sono stati conservati dei frammenti dell'ornamento nazionale. Nel 1927. fu costruita la nuova chiesa dopo di che, con le ricerche archeologiche attorno la chiesa ed al cimitero circostante Gajina e stato scoperto prima lo strato romano e poi quello preistorico.
Kaštel Sućurac e il punto di partenza del segnato sentiero alpinistico che porta a Vela stina, alla casa alpina Putalj (480m) ed attraverso il tirocinio verso la cima fino al passo di Vrata sulla dorsale di monte Kozjak. Poi va avanti ad ovest attraverso l'altipiano fino alla chiesetta di st. Luca (690m).
A Kaštel Sućurac i turisti possono trovare sistemazione abbastanza piacevole preso le camere ed appartamenti degli ospitanti privati.
Kaštel Gomilica
Nel 1078, il re Zvonimir regalò il possedimento nel campo castellano al monastero delle benedettine di Spalato, sul quale loro, nel XII. secolo costruirono la chiesa di st. Kuzam e Damjan nello stile romanico. La chiesa era costruita sulle rovine di una precedente necròpoli ed una chiesa dalla vecchia cristianità (rimanenze degli sarcòfagi dalla vecchia cristianità). Entro la chiesa si proteggono i poteri della Beata Maria Vergine, del st. Kuzam e Damjan e quelli del st. Stjepan, re ungherese, in vicinanza della villa rustica romana. Davanti a chiesa sta crescendo la roverella di 700 anni sotto la quale si, come dice la leggenda, riposò Zvonimir, il re croato.
Nel 1545, le suore benedettine finirono la costruzione di Kaštilac su un scoglio detto Gomilica. Oggi lì,c'è ancora una torre alta che una volta proteggeva e protegge l'entrata nel castello. Nella torre si entrava attraverso un mobile ponte di legno. Oltre alle suore, nel bastione sono anche entrate alcune famiglie dal distrutto villaggio di Kozice. Gli altri costruirono le loro case alla immediata vicinanza,sulla costa.
Vecchia chiesa parrocchiale dal XVIII secolo è notoria per le sue stipite lavorate baroccali. Fulgencije Bakotić, lo silògrafo e sacerdote (prete), nacque alla metà del 18. secolo a Kaštel Gomilica. È notato per la lavorazione degli crocifissi tra cui uno si trova nella chiesa parrocchiale, due nel monastero di Poljud, uno nel Museo della Città di Kaštela ed alcuni nei monasteri italiani.
Alloggio privato offre numerose possibilità per la sistemazione dei turisti.
Kaštel Kambelovac
Nel 1517, i fratelli Jerolim e Nikola Cambi, nóbili e possidenti terrieri, secondo l'approvo dal 1478, costruirono il castello su un'isola piccola per proteggere sé e gli abitanti degli villaggi Lažane e Kruševik. Castello ha forma cilindrica (solamente uno a Kaštela), molto adatto per diffendersi.
Nell'area di Kaštel Kambelovac furono anche costruiti i castelli delle famiglie Grissogono e Lipeo. Nel 1525, i contadini dal villaggio antico croato costruirono due castelli – Velika e Mala Šiškera. È l'unico esempio in Kaštela che i contadini hanno costruito il castello.
Grazie ai numerosi castelli, Kaštel Kambelovac si è sviluppato in un villaggio trascinato.
Sui versanti di Kozjak si trova la chiesetta di st. Martin di Kruševik, una volta il punto centrale del villaggio Kruševik. Oggi, la chiesetta chiamano Madonna allo Cerchio (Gospe na Krugu) o Madonna della Neve (Gospe od Snijega). A nord del Kruševik, sull'area di Lažane si trova la chiesa medioevale di st. Mihovil. Sull'omònimo versante del monte Kozjak, nella parte ovest si trova la guardiola – una casa dal XVI secolo e proprio sotto la cima la torre Kaštilica. Fino a queste chiese ed alle case alpine „Sotto Koludra“ („Pod Koludrom“) (325 m) e „Nido d'àquila“ („Orlovo gnijezdo“) portano i sentieri segnati. Salendo più avanti a nord – est accanto la roccia liscia tagliata a picco assicurata con il cavo metallico, si arriva sulla dorsale di Kozjak. Da qui si arriva alla Cima Grande di Kozjak (Veli vrj Kozjaka) (780m) - la parte superiore del sentiero è solamente per gli alpinisti più esperti)
Ad ogni ospite che viene a Kaštel Kambelovac possiamo raccomandare il motel Tamaris o alloggio privato (camere, appartamenti, campeggio...).
Kaštel Lukšić
Nel 1482, Mihovil Rosani costruì nella parte occidentale del Kaštel Lukšić d'oggi il suo castello che è il vero esempio che i castelli furono costruiti nelle roccia. Attorno Rušinac c'e' un villaggio piccolo che fu abbandonato per motivi di sicurezza. Lì vicino si trova anche la chiesa di st. Ivan.
Nel 1487, i nóbili traurini Nikola e Jerolim Vitturi ottennero il permesso dal doge veneziano di costruire il castello vicino al mare, per proteggere le loro famiglie ed i contadini dal villaggio Ostrog. Lo costruirono sulla roccia di Balovan e lo finirono nel 1564 in forma d'un lussuoso palazzo rinascimentale.
Fu composto d'un edificio residenziale a due piani con balcone, sistemato nella parte meridionale ed aveva l'uscita dalla quale si poteva uscire al mare in caso d'emergenza. Nella parte settentrionale c'erano due torri di protezione e "mašikul" ed un ponte mobile che connetteva il palazzo con la terraferma. Nel 18° secolo, il ponte mobile fu cambiato col ponte di sasso con un arco. Nel mezzo del castello c'e' un cortile con porticati e gallerie sul I. e II piano.
Oggi, nel rinnovato palazzo Vitturi si trovano il Museo della Città di Kaštela, L'Ente turistico della Città di Kaštela ed altre istituzioni culturali. Sta per diventare il centro culturale della Città perche nella sua parte interna si svolgoni esposizioni, concerti, serate teatrali...
Attorno ai castelli fu costruito il villaggio con il muro di difesa. Proprio sull'orlo settentrionale del vecchio villaggio si trova la chiesa gotica-rinascimentale dell'Asunzione che nel 1530. fu costruita in stile gotico. La nuova chiesa parrocchiale si costruiva dal 1776 al 1817 in stile del barocco ritardato. Rappresenta una vera tesoreria delle opere d'arte, quadri e sculture nella quale si trova il crocifisso di stile baroccale di sig. Piazzetta (dal XVII. secolo), la scimitarra d'altare del Palma Mlađi (dal XVI. secolo) – l'Assunzione della Vergine, il quadro „Madonna col bambino“ (dal XV.secolo) sull'altare principale, tomba d'altare di st.Arnir – opera d'arte di Juraj Dalmatinac (XV. Secolo).
A Lukšić si trova anche il castello Tataglia – Ambrossini. Nel 1903, il dottore di Praga visitò Kaštela, comprò quel castello in cui nel 1909. fece il primo pensione a Kaštela.
Kaštel Lukšić è notato per la leggenda di Miljenko e Dobrila, i castellani Romeo e Giulietta. Loro furono due giovani il cui amore, sebbene incoronata con matrimonio, finì tragicamente.
Nelle immediate vicinanze di castello si trova il parco – giardino Vitturi; il parco classicistico provveniente dalla seconda metà del XVIII. secolo. Lo fondò Radoš Micheli Vitturi. Nel 1968 fu proclamato il monumento dell'architettura dei parchi ed insieme con quello di Gučetić a Trsten, di Garanjinov a Trogir e di Borelli a st. Filip e Jakov si può comprendere tra i monumenti molto rari di questo tipo. Poco lontano dal parco Vitturi si trova la colonna terminale di sasso che nel medioevo segnalò la confine tra i possedimenti dei patrizi traurini e spalati.
Sotto il monte Kozjak, sulla cresta Balvan (259 m) si trova la chiesa di st. Lovro di Ostrog. Il villagio Ostrog una volta fu la sede degli "didići" (i contadini liberi con i propri possedimenti), nominato nel 1171. Era costruito sulle rovine delle colonie illiriche e romane.
La chiesa di st. Ivan Birnja (637 m) è stata costruita sulla cima più grande della parte ovest di Kozjak, nella Ilirska Gradina. Nel giorno del st. Ivan di Birnje si scelse lo zupano e probabilmente dal questo periodo provviene anche il nome.
L'albergo Kaste, Villa Žarko e l'alloggio privato garantiscono un soggiorno piacevole di ogni turista.
Kaštel Stari
Nel 1476, Koriolan Cipico, il nóbile trauriano, scrittore, umanista ed il condottiero nella battaglia di Lepanto costruì il suo castello sulla roccia a Kaštel Stari. Ha costruito un castello che era la combinazione del palazzo e della fortezza, con trincea separato dalla terraferma e connesso con il ponte mobile detto „brvno“. Da qui proviene il nome Brce (Brvce) per lo spazio davanti ai castelli.
Nel 1493, dopo l'incendio fu rinnovato nel stile rinascimentale con cortile con dei porticati ed il balcone meridionale decorato con stemma gentilizio. Le loro case costruirono attorno il castello gli abitanti del villaggio Radun e nel 1507 fortificarono il villaggio. Anche oggi sono stati mantenuti i parametri del villaggio con le strade che s'incrociano sotto l'angolo retto proprio come sulla pianta dal 1704. Entro il villaggio si trova la chiesetta di st. Josip, costruita nel 17. secolo da Celije Cipiko.
Chiesa parrocchiale di st. Giovanni Battista (sv. Ivan Krstitelj), costruita sopra villaggio, fu sacrificata nel 1641 e rinnovata nel 1714. La parte interna è ornata con cinque altari di marmo e cinque pale di altare, e qui si tiene la miracolosa icona dal 16. secolo – Madonna della Grazia, ed il corpo di st. Felizio, il patrone del villaggio.
A parte occidentale della chiesa si trova il palazzo della famiglia Celio Cega, costruita nel XVI. secolo e poco avanti dal mare si avvistano i fondamenti del castello Andreis. Particolarità della nuova chiesa parrocchiale si presenta nella durata della sua costruzione – dal 1871 al 1970.
La chiesa d' antico croato di st. Juraj di Radun che proviene dal X/XI secolo si trova sui versanti di monte Kozjak e testimonia d'esistenza del villaggio Radun. È unica preservata in forma d'origine.
Lo spazio con una navata è fuori decorato con le nicchie piatte e d'interno con ventaglie. Il muro esterno dell'abside rettangolare è stato decomposto con le nicchie. Le ricerche archeologice delle tombe vicine hanno mostrato la continuità dello seppellimento dal IX. al XV. secolo. I gioelli ed oggetti antico croati, trovati nelle tombe, si tengono in Museo della Città di Kaštela.
Il segnato sentiero alpinistico porta dal Kaštel Stari al passo di Malačka (480 m) dove si trovano le case alpine Malačka e Spalato le quali, tra l'altro, sono i punti di partenza degli sentieri alpinistici che si trovano nel monte di Kozjak e nella retroterra castellana. Malačka rappresenta il belvedere con l'accesso più facile da raggiungere dal quale si gode una vista magnifica sul Grande e Piccolo campo castellano (Kaštelansko Velo i Malo polje), la baia, Spalato, Marjan, Trogir ed alle isole dalmate centrali. Sulla cima vicina, verso l'ovest, si trova una cappelletta con il croce, a memoria di tutti i cittadini di Kaštela cui hanno perso le loro vite nella guerra della patria.
Oltre all'alloggio privato, i visitatori di Kaštel Stari possono trovare la loro sistemazione nel campeggio e nell'albergo Palace.
Kaštel Novi
Nel 1512, il nóbile trauriano costruì il suo castello in forma di torre quadrangolare attorno il quale si sviluppò il villaggio, da parte orientale, settentrionale ed occidentale circondato con il muro di difesa e da quella meridionale, con il mare. Alla parte settentrionale, davanti all'entrata nel villagio fu una volta il ponte mobile. Nel 1775, su quello posto dove si fondò Brce, fu costruita una casa fraterna con orologio.
La chiesa parrocchiale di st. Pietro è stata costruita sulle basi della chiesa dal 13. secolo. Possiede una tesoreria d'argento e del paramento molto ricca.
È l'autore del monumento „Il corriere della libertà“ ("Vjesnik slobode"), (cavalliere), il cui divide Kaštel Stari e Kaštel Novi. L'altre sue opere d'arte si tengono in galleria Studin - momentaneamente non sono disponibile al pubblico.
A Kaštel Novi nacque lo scultore accadèmico Marin Studin (1895 – 1960). Fu il studente di Ivan Meštrović. La statua di st. Rocco la quale ha fatto lui, decora la chiesetta di st. Rocco dal XVI. secolo.
Nel campo sopra Kaštel Novi, da tempi immemorabili si coltivano i vigneti. All'inizio del XIX. secolo furono distrutti di fillòssera. Si rinovarono e si coltivarono le nuove specie di viti. Sono rimaste pochissime specie vecchie come per l'esempio Crljenak Kaštelanski conosciuto nel mondo, e specialmente in California, come Zinfandel. La patria di vite americana è Kaštel Novi, dove esistono ancora pochi tralci di vite nel vigneto di sign. Radunić. Sono stati coltivati alcuni vigneti nuovi nei quali si può trovare questa specie. La vite di Crljenak Kaštelanski ha trovato anche il suo posto nel Giardino Biblico.
Nel 1189, i „didići“ dal villagio Špiljani, costruirono e fondarono come beneficio, sul campo castellano, la Chiesa della Madonna di Špiljani o Stomorija. Così hanno ottenuto il diritto di scegliere il parocco cui si manteneva dal profitto benefiziario.
Nel muro di abside ecclesiàstica è stato incastrato il frammento del rilievo antico cristiano cui rappresenta due delfini ed una croce.
La chiesa è circondata dagli alberi secolari e in cortile si trova il sorgente d'acqua. Così questo spazio fu il posto ideale di formare un Giardino Biblico, fondato in onore della prima visita del Santo Padre Giovanni Paolo II in Croazia. Nel Giardino ci sono già o saranno coltivate tutte l'erbe menzionate nella Bibbia. Il Giardino Biblico si sta sistemando secondo la soluzione ideale di Dobrila Kraljić e d'architetto Edo Šegvić.
Kaštel Novi offre la possibilità dell'alloggio in sistemazione privata.
Kaštel Štafilić
Il castello (kaštel) con cortile, oggi conosciuto come castello Rotondo, fu costruito su una roccia dal nóbile trauriano Stjepan Štafileo nel 1508.
La parte abitazionale del castello si trova nella parte meridionale dove si trova anche la porta per andar via dal castello con la nave. Come cognome e la stemma gentilizio lui prendò il grappòlo – in greco staphile.
Attorno il castello fu formato un villaggio d'un piano rettangolare, circondato di un canale. Dal villagio al castello, attraverso il ponte mobile, portava la Porta del Villaggio (Sela vrata). Lo spazio si chiamò Brće. Così solo a Kaštel Štafilić ed a Kaštel Novi esistono Brće alla periferia di villaggio mentre gli altri si trovano accanto il castello. Accanto ai muri di difesa, fu costruito il castello della famiglia Ferra, oggi in proprietà della famiglia Pera.
Nella parte occidentale di Kaštel Štafilić si trova la torre Nehaj la quale nel 1548 iniziarono a costruire Ljudevit e Ivan Lodi. L'hanno costruita fino alle architravi delle finestre al primo piano. I lavori finirano dopo la morte dei fratelli Lodi. Come non èbbero discendenti maschili, loro figlie ed i gèneri abbandonarono la costruzione. La torre Nehaj, sebbene non finita, pignora gli sguardi degli artisti di belle arti, poete e turisti.
Qualche volta, durante il flusso, sembra di andar per mare.
La prima chiesa a Štafilić fu costruita nel 1566 ma con molti cambiamenti cui l'hanno dato l'odierno aspetto baroccale. Nel interno della chiesa si trova la miracolosa icona dal XVI secolo, il tradizionale castellano gioello d'oro e le sculture di st. Blaž e st. Lucia, le opere d'arte di Marin Studin.
La chiesa di st. Juraj di Žestine è una chiesa antico croata dal XII secolo con una bella architrave, le foglie ornamentali ed una croce.
Attorno la chiesa si trova il vecchio cimitero con delle conservate pietre sepolcrali. Su una delle pietre si trova la mezzaluna. Qui una volta fu il villagio medioevale Žestinj – Miran che si estendeva sul versante di monte Trečanica.
Sulla cima del monte Veliki Bijač (208 m), è stata costruita la chiesetta di st. Nofra. Nella facciata si trova la scritta che parla di rinnovamento della chiesa nel 1475 e così rappresenta l'origine della chiesa dai tempi precedenti. Chiesa ha un bel arco gotico.
Sotto il monte si trova il villaggio Bijaći, importante villaggio storico il quale fu abitato dai tempi antichi fino al medioevo. Sulle rovine antiche fu costruita la basìlica dell'alta cristianità e nel IX secolo la chiesa di st. Marta. Dall'alto Medioevo, fino alla fine del XI secolo fu uno dei punti principali dello Stato croato. Qui fu scoperta una delle più vecchie chiese dell'antico croato – la chiesa di st. Marta, l'edificio anteromanico con tre navate, con l'abside angolare e le basi d'un campanile sulla facciata. Attorno si trovano le rimanenze degli altri edifici ed il cimitero antico ritardato e antico croato.
Su questa località sono state eseguite le ricerche archeologiche, sono stati trovati i mobili di sasso dell'architettura antico croata ornati con plastica ornamentale. I ritrovamenti si trovano nel Museo degli monumenti croati archeologici di Spalato (grande cibòrio) e nel Museo della Città di Kaštela.
La chiesa odierna fu costruita nel 1908 dal don Frane Bulić, accanto le rovine della chiesa di st. Marta. Le scoperte ricche dimostrano che qui èbbero residenza i regnanti popolari croati e nella trascrizione del documento di donazione del Trpimir, scritte e lette il 04.03.852, scrisse: „Io, il principe croato“ e „Fatto nel posto chiamato Bijači“ che conferma l'affermazione sopranominata.
Attraverso il sentiero massicciato, tra Trećanica ed Opor, in direzione di Prosika si arriva davanti a casa dei cacciatori Tikvenjak, situata entro la riserva di caccia della quale si occupa l'Assocciazione Cacciatori Donja Kaštela.
Sulla confine occidentale dell'area castellana si trova la Grotta di Mujo. Ci sono già parecchi anni che lì si svolgono le ricerche archeologiche. Sono stati trovati dei numerosi attrezzi di sasso, delle ossa degli animali trattati e dei focolari. È stato approvato che le scoperte furono da 45000 anni fà che dimostra che qui esisteva e cacciava l'uomo primitivo - Neanderthal nei tempi quando la terraferma si estendeva fino all’odierna isola di Vis.
A Kaštel Štafilić cresce un eccezionale monumento della natura, oliva che ha più di 1500 anni e proviene dal sud Italia o Grecia. La vecchia oliva (Olea Europea), nel linguaggio dalmato Mastrinka.
Nel 1990 fu procclamata il monumento della natura. Il raccolto annuale di questa oliva si rifaccia all'olio d'oliva che in repliche dei lacrimarum greche, rappresenta l'autentico souvenir castellano.
Alberghi Resnik e Adria, campeggio e l'aloggio privato garantiscono un piacevole soggiorno ad ogni turista chi viene a Kaštel Štafilić.
Kaštela oggi
Citta di Kaštela e situata sulla costa della baia di Kaštel ed ha piu di 40 000 abitanti. E la seconda citta piu grande nella zupania Splitsko-dalmatinska. Si estende in 17 chilometri di lunghezza.
Particolarita della nostra citta e il fatto che si era sviluppata attorno a 7 paesi (Kaštel Sućurac, Kaštel Gomilica, Kaštel Kambelovac, Kaštel Lukšić, Kaštel Stari, Kaštel Novi, Kaštel Štafilić), infatti attorno 7 castelli. Ogni paese ha le sue particolarita che caratterizzano questa regione mediterranea. Negli ultimi anni, oltre a questi 7 centri, si sono sviluppati ancora due centri piccoli – Radun e Rudine.
La parte levante della citta, l'area di Kaštel Sućurac, e un piccolo centro industriale. Qui si trova la fabbrica di cemento, la ferriera e numerosi centri commerciali.
Nella pianura castellana e sulle colline di Kozjak si e sviluppata l'agricoltura e le colture tradizionali di questa regione. Coltivazione delle olive, dei vigneti e delle ciliegie prosperirono abbastanza negli ultimi tempi.
La parte occidentale della citta e piu orientato al turismo. Qui si trova la maggior parte delle capacita di sistemazione: appartamenti turistici, camere, campeggi ed alberghi.
In Kaštel Gomilica si trova la nuova marina Kaštela che accetta le navi private e quelle di charter.
Kaštela rappresenta una delle citta con migliore infrastruttura stradale. Dalla parte delll'aeroporto internazionale Spalato – Kaštela, c'e ancora la stazione ferroviaria a Kaštel Stari e con l'autostrada Spalato – Zagabria si connettono le ramificazioni di entrata ed uscita di cui piu vicine sono Prgomet e Vučevica.
In Kaštela ci sono moltissime unioni ed istituzioni le quali, con le loro attivita arricchiscono la vita culturale durante tutto l'anno.
Il Museo della Citta di Kaštela si trova nel castello Vitturi, e la sala d'esposizione a Kaštel Sućurac che una volta era la villa del véscovo.
Durante febbraio tradizionalmente si sostengono le feste di carnevale a Kaštel Sućurac, Kaštel Kambelovac e specialmente a Donji Kašteli (Štafilić, Novi, Stari) cui tradizione dura gia 150 anni.
Ogni anno, nel periodo dal 01.07. - 31.08. si sostiene "L'estate culturale di Kaštela“ con piu di 60 manifestazioni – esposizioni di quadri, serate di teatro, concerti di musica classica e divertente, folclore, gare sportive ed alla fine, le feste (dei pescatori, cacciatori, alpinisti). Si sostengono in tutti i paesi usando le parti piu attrattive dei loro centri storici, a Kaštela, sulla costa, ecc.
Particolarmente rileviamo „Le serate della canzone dalmata“ le quali si sostengono in luglio a Kaštel Kambelovac. Li si cura il canto corale in organizzazione tradizionale e moderna.
Storia ed eredita culturale
Nel territorio della Citta di Kaštela troviamo traccia di tutte le epoche storiche; qui caccio l'uomo primitivo dalla vecchia eta della pietra (la grotta di Mujo sulle colline a ovest insieme con dei ritrovati che datano dal 45000 anni ante Cristo).
Dal periodo illirico sono rimaste numerose tracce disperse a Kozjak.
Durante il regno greco e romano, ha passato la prosperita economica e quella di civilta cosa che testimoniano le rovine di numerose ville antiche e del vilaggio Siculi a Resnik.
Nel 7°. secolo, i Croati si ebbero domiciliati sulle colline placide di Kozjak ed avevano fondato i loro abitati di cui testimoniano le vecchie chiesette croate come i muti testimoni di quel tempo.
I patrizi ed i prelati di Trogir e di Spalato avevano, con autorizzazione dell'autorita veneta, costruito sul litorale e nelle roccia i castelli per proteggere raccolto ed i contadini. Quei castelli fortificati – kašteli, guardati dal mare verso la terra sembravano veramente come bastioni con le loro torri, valli, fucilieri, e ponti mobili,...mentre verso il mare erano costruiti in stile di ville rinascimentali, con ampie finestre e balconi. Attorno i castelli, gli abitanti dei vecchi villaggi situati sulle colline di Kozjak , hanno cercato un luogo di rifugio e la sicurezza costruendo i villaggi nuovi e fortificati.
Durante i secoli, agricoltura, coltivazione delle olive e viticoltura erano le principali branche economiche, i fondamenti del potere economico di questa regione che testimoniano grandi chiese con dei campanili (che hanno decorato i famosi artisti di quel tempo), i doni votivi d'argento e d'oro i quali oggi si custodiscono nelle tesorerie ecclesiastiche e finalmente il costume nazionale conosciuto per gli ornamenti e ricami d'oro.
Attorno 16 castelli sono stati fondati sette villaggi: Kaštel Štafilić, Kaštel Novi, Kaštel Stari, Kaštel Lukšić, Kaštel Kambelovac, Kaštel Gomilica e Kaštel Sućurac i quali s'ingrandivano, sviluppavano e finalmente si erano uniti in una citta - Citta di Kaštela. I villaggi hanno trattenuto nei loro centri l'autentica architettura dalmatina, le case con i solari, ballatói, cantine, calette e le piazzette.
Miljenko e Dobrila
Nella seconda metà del 17. secolo, a Kaštel Lukšić, la famiglia nòbile Vitturi èbbe la figlia Dobrila ed il nòbile Adalberto Rušinić il figlio Miljenko. Il bel ragazzo e la tenera ragazza si furono ardentemente innamorati l'uno dell'altro. Il conflitto tra le loro famiglie ed i loro padri per i diritti feudali ai coloni constrinse gli amanti, con l'aiuto della domèstica Antica, ad incontrarsi ed amarsi di nascosto. Però, i genitori vennero a sapere della loro relazione d'amore. Dobrila fu messa sotto il rigoroso controllo di sua madre, contessa Marija e Miljenko, secondo il consiglio dell'avvocato Doroteo, fu mandato a Venezia, al servizio dogale.
Mancava poco che il padre di Dobrila, il conte Radoslav, concordò le nozze di sua figlia con Družimir, il nòbile di Trogir, il quale era notevolmente più grande di lei. Contessa Demetrija, la zia di Dobrila, insospettì seriamente in spontaneità e giustizia di tale matrimonio e tramite un soldato di Lukšić informò di tutto Miljenko che era a Venezia. Lui arrivò a Kaštel Lukšić proprio al giorno del matrimonio e nel momento più solenne del giuramento matrimoniale nella chiesa locale, impedì il matrimonio a forza davanti al stupito parroco don Mavro e molti convitati alle nozze. Il conte Radoslav, vendicativo padre di Dobrila, decise di chiudere per castigo la sua figlia nel monastero monacale di St. Nicola a Trogir ma Miljenko aspettò la nave sulla costa di Trogir e provò a impedirlo provocando la confusione ed usando la spada.
I poteri giudiziari, avendo il consenso da suo padre, il conte Adalberto, espulsero Miljenko al monastero francescano all'isoletta Visovac al fiume Krka, vicino Šibenik. Qui lui conobbe la contadina Božica, ex nutrice di Dobrila tramite quale fece sapere a sua amorosa che era nel monastero di Trogir, di fuggire. Lei lo fece abilmente ingannando la badessa del monastero, suora Gertruda ma Miljenko non l'aspettò al posto inteso vicino Trogir.
Dobrila vagò da sola nella notte tempestosa e alla mattina fu cacciata dagli aidùci. Dopo aver sofferto per la paura, la vergine non protetta accettò una proposta conciliativa dai pericolosi malandrini di portarla a Miljenko, al monastero di Visovac. Nel fratempo Miljenko si camuffò da frate perche il conte Radoslav, padre di Dobrila, ebbe ordinato agli aidùci di ucciderlo per un premio. Dobrila pensò che lui si era fatto religioso e così delùsa perse ogni speranza del loro matrimonio segreto al Visovac.
Avendo saputo della fuga della sua figlia ed essendo ferito nella propria superbia di padre tiranno, il conte Radoslav usò l'artifizio per impedire il disonore della famiglia e dette la mano per il riconciliamento al conte Adalberto, il padre del Miljenko, che fu sempre di buon umore. Così riconciliati, i genitori mandarono tre inviati a Visovac per indurre gli amanti non ubbiditi a venire al Kaštel Lukšić alla solenne cerimonia di matrimonio.
Gli amanti da Kaštela accetarono l'offerta dei genitori. Ma, nella seguente sera estiva del mese d'agosto, verso il 1690., dopo il grandioso matrimonio e celebrazione delle nozze, Il conte Radoslav, padre di Dobrila, preso dall'odio e vendetta insuperàbile, sul ponte davanti al suo castello nella Piazza Brce a Kaštel Lukšić, ammazzò con la pistola il suo gènero. Radoslav non potè conciliarsi con il fatto che Miljenko finalmente vincerà e porterà la sua Dobrila che adesso è diventata la sua moglie, nella loro nuova casa, il castello della famiglia nòbile Rušinić.
Parecchi mesi dopo, Dobrila ebbe perso il buonsenso a causa del gran dolore, si ammalò e morì. Il suo ultimo desiderio fu quello di seppellirla nel sepolcro che si trova nella chiesetta di St. Ivan a Rušinac, che proviene dal 16° secolo, insieme con Miljenko. Oggi, nella pietra tombale é scritto: „Quiete agli amanti“. Oltre al sepolcro, a Kaštel Lukšić si trovano anche l'autentico castello di Dobrilla Vitturi dal XV. – XVI. secolo, il castello Rušinić di Miljenko e la vecchia chiesa del 1530. nella quale si erano sposati. Il romanzo, il dramma e l'opera sono stati scritti basandosi su questa leggenda.
Giardini
Tutelata architettura dei parchi di Kaštela
La bellezza di Kaštela e del suo campo ha inspirato molti poeti di descriverla nei loro poemi.
„Sette villaggi allineati come sette cigni" sono diventati città di Kaštela. Nella maggior parte del campo di Kaštela ci sono ancora dei vigneti, oliveti, le piantagioni di ciliegie e di fichi e l'autoctona vegetazione mediterranea con dei monumenti dei beni patrimoniali e dell'architettura dei parchi.
A Kaštel Štafilić cresce oliva (olea europea) che gli abitanti di Kaštela chiamano Mastrinka. Ha più di 1500 anni. Si suppone che fu portata dal sud Italia o Grecia. Come in quel territorio furono i possedimenti dei veterani romani, si suppone che l'oliva fu un rimanente dei beni agrari in quei tempi. Oliva è la specie di oleàcee, ha le foglie ed i frutti piccoli. Sviluppa le radici in giro di 100 metri, il diametro del tronco è 6 metri, il diametro della chioma 22 metri e l'altezza 10 metri. Nel 1990 fu proclamata il Monumento della natura.
Il frutto si rifaccia all'olio d'oliva che, nelle replice dei lacrimarum greche, rappresenta l'autentico souvenir castellano.
La roverella (quercus pubescens willd) che si trova in questo distretto castellano, vicino la chiesetta romana di st. Kuzam e Damjan a Kaštel Gomilica, richiama l'attenzione con la sua bellezza e grandezza.
Il parco attorno l'albergo Palace a Kaštel Stari rappresenta anche il Monumento dell'architettura dei parchi. Fu fondato nel 1910 dal dottore Petar Kamber, ex-proprietario dell'albergo ed innamorato dei Kašteli. Il parco copre un'area di 35 000 mq.
Il boschetto Kaočina, situato sui versanti orientali di Kozjak a Kaštel Sućurac rappresenta un vero esempio della foresta alta sempreverde e delle altre specie autoctone che sono ben preservate in modo floristico – vegetazionale e protette dalla legge.
Il giardino storico – Parco Vitturi
Il famoso esperto agricolo, il presidente dell'Accademia agraria di Lukšić, il nóbile di Kaštel Lukšić, Radoš Micheli Vitturi costruì nella seconda metà del 18. secolo il primo giardino a Kašteli di cosa testimonia il quadro votivo dei Vitturi con il volto di st. Rocco. Lui nella mano tiene il giardino e questa opera d'arte datò dal 1760. Oggi è conosciuto come il Parco Vitturi. Si trova accanto la costa di Lukšić e copre un'area di 7450 mq. La conferma della sua origine sono il ramo dal classicismo ed i ricami di bosso di barocco rinascimentale (Buxus sempervirens L.).
Nel 1968 fu proclamato il Monumento culturale della natura. Nella motivazione dell' Ente regionale per la protezione dei monumenti culturali scrive: „Il Parco Vitturi con la sua distesa e accesso dal mare presenta il monumento singolare della nostra vecchia orticultura. I parchi simili nella Dalmazia sono raramente così conservati. Così il Parco Vitturi, il Parco Gučetić a Trsten, Parco Garanjin a Trogir e quello di Borelli a st. Filip e Jakov si possono comprendere in quei monumenti rari della nostra architettura dei parchi“.
Oggi, nel giardino si trova conservato il ricamo di bosso, i vecchi esemplari di cipresso, pino alpino, pino, lauro (Cupressus L., Pinus halepensis L., Pinus pinea L., Laurus nobilis L.), ecc. Molto interessanti sono gli alberi esotici come per esempio firmiana (Firmiana simplex Bois) dalla famiglia di Theobroma cacao, odoroso calicantus ecc.
Per i decenni il giardino fu abbandonato. Fortunatamente, la sua superficie è stata preservata e adesso si mantiene regolarmente.
Per rinnovamento del giardino bisognerebbe elaborare la documentazione del progetto ed iniziare a risanare e rivitalizzare il parco per dargli la possibilità di diventare uno dei nostri contenuti d'interesse turistico.
Giardino Botanico scolastico di Scuola elementare Ostrog
Non molto tempo dopo il trasferimento della scuola elementare di Kaštel Lukšić nel 1976, si iniziarono i lavori di sistemazione dell'ambiente completamente abbandonato. Dal primo giorno questi lavori vengono eseguiti dagli alunni e dai professori.
Su una superficie di 4 ettari attorno l'edificio scolastico crescono più di 1400 tipi vegetali i quali provengono da tutte le parti del mondo e per la maggior parte vengono dal clima mediterraneo subtropicale.
Il giardino – arboretum occupa la parte più grande, costruito nel stile inglese del paesaggio giardinistico.
Grazie alla sua grandezza e il microclima favorevole, il giardino meridionale fa la parte più ricca del giardino botanico scolastico. Qui si possono trovare esemplari degli alberi esòtici ed autoctoni, cespugli, erbe durevoli...per esempio alberi di cinnamomo, eucaliptus, avocado, acacia, sequoia, cedro dell'Himalaya e cedro di Libano, gelsomino e bougainvillea
L'attenzione dei visitatori richiamano i gruppi dell'erbe aromatiche e medicinali, le sassaie con succulenti ed i campi con le piante dal clima umido.
Nel giardino del sud si trova il „piccolo parco“ costruito nel stilo francese, con linee simetriche, bassa siepe viva del bosso e con una ricca collezione degli oleandri.
Lì è stata costruita la scena di sasso per gli avvenimenti artistico - culturali
La parte integrante del'orto è l'oliveto il quale con i suoi 170 alberi e 45 tipi d'olive domestiche e forestiere rappresenta il più grande piantagione collezionario della Croatia litorale.
Il Giardino Biblico di Stomorija – santuario della Madonna di Stomorije
Già nel lontano 1189., a Kaštel Novi, sui versanti meridionali di Kozjak, fu costruita la chiesetta di st. Marija di Špiljan, oggi detta Vergine di Stomorija. Su quel posto, dove ancora si sente la convivenza dello spirito e della natura, fu fondato il Giardino Biblico. Da secoli qui crescono i platani, le olive, i fichi, le viti, l'erbe che sono menzionate nella Bibbia. Con la cura degli amanti nella natura, sono state piantate anche le altre come l'albero di Giuda, lauro, erbe aromatiche e di condimento ed altro.
All'entrata in Predvorje, si trova la Lapide commemorativa, l'opera d'arte dello scultore Marko Gugić, nella cui scrive: „In memoria alla seconda visita del Santo Padre Giovanni Paolo II, fondammo il Giardino Biblico a Stomorija, sopra la baia. Il 27. settembre, 1998 – gli abitanti di Kaštela“. Di fronte fu piantata l'olivo del Papa, da lui benedetto nello stesso anno a Spalato.
A settentrione della chiesa fu sistemata una parte che molto assomigliava ad una terrazza, Jidro, sotto i cui olivi fu messa la Colona dei megaliti di pietra in onore degli grand'uomini croati. Nel loro lavoro furono ispirati con la Bibbia – st. Gerònimo (traduzione della Bibbia in latino), Juraj Dalmatino (costruttore degli edifici sacrali), Marko Marulić (il poema „Judita“ ecc.), Bartol Kašić (traduzione della Bibbia in croato) ed Ivan Meštrović (scultore dei motivi biblici)
Sull'isoletta, in un ruscello il benvenuto al ogni visitatore darà l'Arca di Noè, la scultura in legno, l'opera d'arte del famoso artista Vasko Lipovac
Sul campo della Madonna si trova la Via Crucis di sasso attraverso la quale si può arrivare fino al Croce della vita, l'opera d'arte dello scultore Kažimir Hrasta, dove le Stazioni sono presentate con cespugli odorosi di mirto.
Nel belvedere dal quale si gode una vista magnifica sul campo castellano e la baia, fu piantato un piccolo vigneto come monumento ad un contadino ed una vite. Oltre ad altre specie autoctone di viti, qui è anche coltivata la specie Kaštelanski crljenak, conosciuto nel mondo ma specialmente in California (Stati Uniti) come Zinfandel. Le sue origini vengono da Kaštela.
Grazie agli sforzi dell'Amministrazione comunale che si occupa del rinnovamento degli parchi comunali e dell'associazione degli abitanti di Kašteli che cercano di armonizzare esigenze della vita e protezione della natura, la Città di Kašteli vinse la placca in bronzo „Entente Florale“ che assegna la Società europea per i fiori ed ambiente (The European association for flowers and landscaping) di Bruselle.
Kozjak
La Baia di Kaštela circonda dal nord i monti Kozjak, Opor e Trečanica che scendono soavemente inclinati fino al mare. Piu alto e piu lungo e il monte Kozjak il quale si estende, in tutta la sua lunghezza di 16 chilometri, dal Klis al est fino al passo Malačka al ovest. Piu impressionante e la sua roccia, piu lunga nella Croazia ma non molto alta (50 – 250 metri). La cima piu grande si chiama Veli vrj – 779 metri.
Vegetazione, lentaggine, mirto, ginestra, albatro sono molto interessanti e caratterizzano la flora mediterranea. Vengono su sui pendii meridionali. Su quelli settentrionali troviamo carpine bianca e nera, ornello, ecc., che carratterizzano la flora submediterranea. A Kozjak crescono bene i vari tipi dell\'erbe endemiche tra cui anche orchidee.
Una volta nel passato, attraverso il monte Kozjak passavano le strade di carovana. Oggi a Kozjak e nei monti del retroterra di Kaštel ci sono circa 80 metri di sentieri alpini segnalati, molto piacevoli per l\'alpinismo ricreativo. Le roccie di Kozjak sono conosciute per le direzioni delle scalate alpinistiche (per esempio, in vicinanza del la casa alpina „Malačka“) non esigenti ed adatte anche per i ricreativi.
Sui versanti di Kozjak esiste anche un sentiero antincendio che rende possibile l\' arrivare fino ad ogni casa alpinistica con bicicletta e venire dalla parte levante alla parte occidentale del monte. Attraverso le cime dei monti di Kaštel passano il sentiero alpinistico della Dalmazia ed il sentiero alpinistico „Nella culla della nazionalita croata Bijaći – Klis“. Nei 30 chilometri di lunghezza ci sono i 19 punti di controllo, nella gran parte gli edifici sacrali costruiti durante il governo dei regnanti popolari croati (st. Marta a Bijači, st. Nofar, Stomorija, st. Juraj di Raduno, st. Ivan Biranj, st.Kuzma e Damjan, st.Juraj di Putalje, ecc.) che si estendono fino a Šuplja crkva (Chiesa vuota) a Solin.
Ci sono pochi posti dove in area cosi piccola si possono trovare 4 case alpinistiche (Putalj a Kaštel Sućurac, Koludar a Kaštel Kambelovac e Split e Malačka a Kaštel Stari), un rifugio alpinistico (Orlovo gnijezdo a Kaštel Kambelovac) e la casa dei cacciatori dove gli alpinisti vengono a mangiare e pernottare.ai gruppi alpinistici ed alpinisti individuali ai quali gli rendera possibile di godere della vista sul Kaštel, sulla baia di Kaštel, Trogir, Split e le isole dalmate meridionali e finalmente, di godere la vista a retroterra di Kaštela.
Zinfandel
Le vite Kaštelanski Crljenak – Zinfandel, è una vecchia specie croata, quasi dimenticata la quale, negli ultimi tempi, importuna l'interesse del pubblico viticolturale, come quello domestico così anche quello straniero. Dunque, è stato constatato che la vite di Kaštela e la specie americana Zinfandel hanno un identico profilo genetico, cioè si tratta di specie uguali. Questo ha risolto il mistero della sua origine.
Sotto il nome Zinfandel, questa specie è stata portata negli Stati Uniti (Long Island) negli primi anni del 19° secolo. Dal vivaio imperiale dello stato a Beč (dove erano raccolte numerose specie dalla monarchìa di quel tempo). Inizia ad essere la specie stimata nel nord-est del paese, anzitutto come avena che nelle zone più fredde era anche coltivata, ma nelle serre. Trent' anni dopo è stata trasportata in California dove si estense in modo veloce specialmente durante la cosiddetta Febbre dell'oro. Negli anni '80 del 19° secolo, diventa la specie più estesa in America.
Zinfandel è,specialmente in America, famoso anch'oggi. Occupa le ampie superfici, più del 23% della superficie totale dei vigneti e lo coltivano più di 200 produttori. Negli Stati Uniti è rinomato come una specie molto pregiata che, di solito, dà vini forti e pieni, dai colori intensi. A differenza di alcune altre specie di vino nero, i vini di Zinfandel sono morbidi e bevibili, con l’aroma della specie abbastanza manifestata che varia dai discreti floreali ai molto usati profumi di frutta. La qualità ed il carattere del vino dipendono moltissimo dalla zona di coltivazione, vecchiaia delle piantate e tecnologia usata.
Questa specie ha dato anche un vino rosè, cosiddetto White Zinfandel il quale, per molto tempo, tenne la prima posizione tra i vini americani. Di anno in anno, il cerchio dei suoi amanti si allargava così, nel 1991. è stata fondata la società dei produttori e degli amanti di Zinfandel (Zinfandel Advocates and Producers – ZAP). Il suo scopo era la promozione della specie e del vino e il supporto alle ricerche professionali e scientifiche che riguardano la specie. Molte ricerche si occupavano della sua origine perchè era un'incògnita che eccitava l'interesse dai propri inizi di coltivazione.
È conosciuto che è, come le altre specie di vite coltivate (Vitis vinifera L.), importata dall'Europa ma, ringraziando il posto che tiene nella cultura e storia americana, si considera anche la specie e il vino americano (America ' s vine and wine). La prima scoperta che riguarda l'origine si estende nel 1967. quando il prof. Austin Goheen, dall'Università di Davis, California (University of California Davis), nell'Italia aveva assaggiato i vini ed aveva visto la specie di nome Primitivo la quale gliela ricordato a Zinfandel.
I risultati delle diverse ricerche comparative di Zinfandel e di Primitivo hanno introdotto la conclusione che veramente si tratta delle specie uguali. La conferma finale di questa teoria l'ha data la prof. Carole Meredith dall'Università di Davis. Lei ha, usando il cosidetto DNA – fingerprinting, dimostrato la loro idoneità genetica. Intanto, la specie Primitivo, in Italia si sta coltivando per un periodo relativamente breve, più breve che Zinfandel in America e incongruenza con alcuni documenti, questa specie è stata portata in Puglia, una delle regioni italiane, dalla costa levante dell'Adriatico. Così rimane aperta la domanda riguardante l'origine e la costa croata diventa interessante come patria potenziale di questa specie.
Grazie alla somiglianza morfologica con Primitivo e Zinfandel, vent'anni fa si aveva cominciato a ricordare la specie Plavac mali (Plavac piccolo) come il terzo sinonimo possibile per la stessa specie. Durante il tempo, questa ipotesi ottenne sempre più aderenti. Per poter continuare con il suo lavoro di ricerca riguardante l'origine di Zinfande, la prof. Meredith ha, con l'aiuto di alcuni produttori americani (tra cui anche Miljenko Grgić, il famoso vinaio americano d'origine croata) e collaboratori dalla Facoltà di Agraria dell'Università di Zagabria (Ivan Pejić, Edi Maletić, Jasminka Karoglan Kontić, Nikola Mirošević) ha dovuto visitare la Dalmazia ed ha raccolto più di 150 campioni di Plavac mali dalle località diverse.
I risultati hanno mostrato che Zinfandel e Plavac sono due specie diverse ma che sono anche geneticamente molto vicine. Infatti, che Zinfandel sia uno dei „genitori“ a Plavac mali. Sollevati con questa scoperta, gli scientifici croati (Maletić e Pejić) hanno continuato a ricercare e hanno scoperto il secondo „genitore“ di Plavac mali – Dobričić, la vecchia specie dell'isola di Šolta. Grazie a questo, l'area di ricerca è stata ristretta alle isole di Šolta, Brač e Čiovo e litorale della Dalmazia centrale. Tra i numerosi campioni raccolti, li si è trovata la specie Crljenak Kaštelanski, presa dal vigneto di Ivica Radunić di Kaštel
Novi e alla raccomandazione di dipl.ing. Ante Vuletin. L'analisi ha dimostrato l'identico profilo genetico del Crljenak Kaštelanski e Zinfandel ed ha finalmente risolto il mistero d'origine della specie americana più famosa. La prova addizionale che la specie ha veramente l'origine croata è il fatto che anche molte altre autòctone specie croate sono in stretta relazione familiare con Zinfandel/Primitivo/Crljenak Kaštelanski.